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domenica 4 settembre 2011
Padre Zanotelli: “Chi si dice cristiano non può accettare una spesa di 27 miliardi di euro in armi”
Padre Zanotelli: “Chi si dice cristiano non può accettare una spesa di 27 miliardi di euro in armi”
di Martina Strazzeri per Vergognarsi.it
Eccoci ancora una volta a parlare di padre Alex Zanotelli. Padre Zanotelli è un missionario comboniano che da sempre lotta per tutelare i diritti dei più poveri. Qualche giorno fa, aveva rilasciato alcune dichiarazioni in cui denunciava il fatto che troppi soldi statali vengono impiegati nell’acquisto di armi militari. Secondo l’uomo, le spese militari costerebbero ai contribuenti italiani la bellezza di 50 mila euro al minuto. In più, vanno aggiunti 17 miliardi che il governo impiegherà per l’acquisto di 131 cacciabombardieri. Ricordiamo un dato importante: nel 2010 ben 27 miliardi di euro sono stati impiegati per la difesa. Per Zanotelli, nè la destra nè la sinistra si sono mai preoccupate di parlare di questo tema scottante. Per di più ci sarebbe un rimedio per trovare i fondi necessari alla manovra, quello di dare un taglio netto alle folli spese militari. Ha spiegato così la sua proposta: «Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. In Italia nel 2010 abbiamo speso per la difesa 27 miliardi di euro, spendiamo oltre 50 mila euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Non solo, a questi dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare 131 cacciabombardieri F 35. Neanche se fossimo invasi dagli extraterresti, avremmo bisogno di tanti soldi a difenderci! Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013». Egli si dice perplesso e basito del fatto che soprattutto dai politici, che si definiscono cattolici, non venga spesa nemmeno una parola circa questo importante tema. Al silenzio della politica, si deve aggiungere quello dei media e dei vescovi italiani. Per Zanotelli, queste ingenti spese sono contrarie al nostro testo costituzionale, in particolare all’articolo 11, il quale recita così: «L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali..». Attualmente l’Italia si trova coinvolta in due guerre aggressive, una in Afghanistan e l’altra in Libia. Ecco cosa ha detto Zanotelli: «La guerra in Afghanistan ci costa 2 milioni di euro al giorno, quella in Libia ci è già costata 700 milioni di euro. Vorrei sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari, come Finmeccanica, sul Parlamento per ottenere commesse di armi e quali percentuali prendono i partiti. Senza contare che si parla tanto di lavoro, ma l’industria delle armi è una di quelle più robotizzate e che meno offre in termini di occupazione. Mi chiedo poi come chi si professa cristiano possa accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali». In un intervista rilasciata da padre Zanotelli, ha affrontato anche la polemica di qualche tempo fa circa l’esenzione dall’Ici per gli immobili della Chiesa non utilizzati per finalità di culto: «Non vorrei fare polemica, ma sono convinto che sia importante avere una Chiesa povera. Povera, semplice e francescana. Dobbiamo cominciare a imparare il vivere evangelico e ricordare che la semplicità di vita si può chiedere solo se la si pratica. Credo che la Chiesa debba partire dalle parrocchie, dalle comunità locali e non chiedere agli altri ciò che non fa. Serve una conversione». Padre Zanotelli ha lottato molto anche per il referundum sull’acqua ed ad oggi pare che il governo non tenga conto della volontà manifestata a suo tempo da parte degli elettori, ecco il suo pensiero: «Il governo pensa che tenendo fuori l’acqua possa privatizzare gli altri servizi e di fatto la manovra incentiva i comuni a farlo. Ma la prima domanda del referendum era sull’abrogazione del 23 bis e il 23 bis non riguardava solo l’acqua, ma anche altri servizi. La Corte costituzionale aveva chiarito che il primo quesito era relativo a tutti i servizi locali e ora il governo non ne tiene conto. Dobbiamo urlare contro una manovra anticostituzionale». Che forse in Parlamento ci sia bisogno di politici che la pensino come Zanotelli?
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